Grazie a te

Con due giorni di ritardo commemoro anch’io la partenza per altri luoghi di Bud Spencer.
I fatti di Istanbul hanno spento l’eco che aveva lasciato in me la notizia della sua morte, ma oggi lo voglio ricordare.
“Era il mio idolo” mi ha scritto in un sms mio fratello, “combatteva la prepotenza degli uomini” ha aggiunto.
Tenerezza.
Per lui e per mio fratello.
Tenerezza per un sentimento che si era acceso in molti bambini degli anni Sessanta.
Un uomo forte e buono, come vorremmo fossero tutti, tutti gli adulti che ci proteggono e ci guidano quando siamo piccoli.
Ma non un buono così, buono e basta.
Era un buono con intenzione. Un buono che agisce, che non si tira indietro davanti alle ingiustizie, che non ha paura, un buono che colpisce, in tutti i sensi.
Ecco, Bud Spencer rappresentava la possibilità che qualcuno potesse fermare chi, come ha detto mio fratello, era prepotente e violento.
Come tanti ci è capitato di incontrare, anche da bambini.
Qualcuno che risarcisse le mortificazioni che ognuno vive, mille volte, senza, poi, purtroppo o per fortuna, ricordarsele più.
Qualcuno che mettesse in ordine le cose, come vorremmo che fossero.
Senza troppe parole e talmente diretto da far finire tutto in una risata.
Bud Spencer era Bud Spencer anche nei film, era lui il personaggio.
Così credibile da farlo ricordare non come un attore, ma come qualcuno che, veramente, combatteva per difendere i deboli.
Come un eroe.
Pare che le sue ultime parole siano state “Grazie a tutti”.
Sì, direi proprio un eroe.

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *